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MGNONE — FAN-PAN
_MELODRAMMA GIOCOSO IN DUE ATTI
Prezzo Netto Cent. 29
BIBLIOTECA: CAPRONI
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MIGNONÉ FAN-FAN
MBDODRAVILIA GQUOGOSO
IN DUE ATTI
MUSICA
DI A. GRAFFIGNA
MILANO
coi tipi di Francesco Lucca.
Il presente Libretto, essendo di esclusiga pro-
prietà del signor Francesco Lucca. restano dif-
fidati © signori Tipografi di astenersi dalla ri-
stampa dello stesso senza averne ottenuto il per-
messo dal su citato editore proprietario.
MUSIC LIBRARY
UNC--CHAPEL HILL
PERSONAGGI —ATTORI
Pinceé ricco possidente, pa-
dre di Giulio e tutore di
Miarianna sua nipote
Giulio amante corrisposto da
Marianna
Mignoné Fan-fan nipote
di Pincé e fidanzato a Ma-
rianna
Bruno intimo amico di Giulio
Giacomo fattore di Pincé
Notajo
Coro pi Coroni
L’ AZIONE FINGESI IN FRANCIA
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Il virgolato si ommette per brevita
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ATTO PRMIO
Vasto cortile: a dritta della scena un fabbricato con orologio nel
mezzo , e gran porta d’ingresso che è la Fattoria: a fianco di
questa una grossissima quercia con panca di pietra al piede —
A sinistra la casa di PINCÈ — Di fronte un muro con cancello
nel mezzo, dal quale vedesi in distanza un’ amenissima pianura.
SCENA PRIMA
Giacomo con una borsa di pelle în mano , circondato
dai Coloni.
Gra. Evviva!... Attenti!...
Prendete!... Evviva!
Lieti e contenti
Qui si starà!
Per gli sponsali,
Tace il lavoro;
Avrem regali
In quantità.
Allegri amici!
Sol gioja intorno
In questo giorno
Risuonerà.
Cor.. Oh il buon padrone!
| Viva la sposa!
Cara, amorosa,
Fior di beltà!
Gia: e Cor. In sì bel giorno
Di tutti in core
Letizia e Amore
Risponderà.
Oh il buon padrone!
‘Grazie alla sposa
Cara, amorosa,
Fior di bontà!
ATTO
SCENA II,
Pincé esce dalla casa e detti, poscia Giulio alquanto.
triste e melanconico che s’ arresta non veduto sull’ in-
gresso della fattoria ad ascoltare.
Pix.
Gia.
Giu.
Itene pur, figliuoli...
Basta così: son pago
Del grato animo vostro... gli operai s’in-
chinano e partono)
(a Gia.) Tu, m'ascolta:
Fra poco mio nipote sarà qui;
Perciò, a quanto abbisogna
Per allestir le nozze,
Ne lascio a te la cura.
Domani, io vo’ conchiuder questo affare.
Vado tosto ogni cosa a procurare. (parte in
fretta dal cancello. Pincè rientra in casa, Giulio s’ avanza)
Invano lo sperate...
Domani, la vostra ostinata brama
Annientarsi dovrà...
Marianna, ad ogni costo, addiverrà
Mia sposa!... Da gran tempo ella giurommi
Sincero, eterno amore!...
Per lei son qui tornato...
Per lei della cittade
Il fasto ho abbandonato!
Sì, dal di che questo core
Per quell’ angiolo s° accese ;
Altra voce non intese
Fuor che quella dell’ Amor!
D'un amor che non ha pari,
Che consiglio alcun non sente,
Che del sole è più cocente
Nell’ estivo suo fulgor. (va per rientrare
nella fattoria, s’ arresta come se gli fosse balenato in
mente un pensiero, poscia va a sedersi sulla panca)
Ah, no: qui voglio attendere |
Quel vecchio scimunito ,
Che per le nozze a prendere
»
PRIMO
Or ora il tutto è gito...
Da questo istante, il discolo
A far comincerò.
Venga il cugin! riceverlo
Qual si convien saprò.
SCENA III.
Detto - Giacomo dal cancello tenente un grosso cesto
in mano , con entro alcune bottiglie , confetti, porcel-
lane, fiori, selvatici, ecc.
NS |
(V’ orologio batte le dieci)
Gra. Già son le diecil!...
Giu. Giacomo!
Gua. (con sorpresa) Oh! voi?... (Che inciampo!...)
Giu. (s’ alza e va ad afferrarlo pel cesto) Senti:
Gra. Tosto ritorno...
Gm. (con isdegno) Arrestati.
Invan sfuggirmi attenti...
Che tieni qui?
Gua. Lasciatemi...
M' attende.
Gio. Chi ?
Gua. Il padrone!...
(a tutta voce)No, per pietà non rompere!...
Gio. Va al diavolo, briceone. (dandogli un fortissimo
urto, pel quale Giacomo lascia cadere il cesto, il tutto
si frantuma)
Gua. (disperato) Ah! me meschino!
Giu. | Or-vattene
Le nozze a preparar.
Gra. Ora ?
Go. Se muovi sillaba
Ti faccio in aria andar. | i
(Giacomo entra in casa: Giulio lo segue coll’occhio: ap-
pena che, Giacomo sarà entrato, s’ avanza)
Del padre crudele
Nell’ ira travolto,
L’aécento già ascolto
Rivolgere a me.
(Gu.
Pix.
ATTO
Ma come lo seoglio
Che all’ urto non piega:
L’amor che mi lega
Simile or mi fe’. (rientra nella fattoria)
SCENA. IV.
Pineé dalla casa.
È tempo di finirla Si ea (con isdegno)
Giulio!.. Ogni di, più pessimo diventa.
SCENA V.
Giulio dalla fattoria e detto.
Buon giorno, signor padre |...
Finiamola una volta... fuor dei denti
Or te lo dico: Marianna è promessa;
E voglio che domani
Si sposi a tuo cugino!.. Tu, saresti
Un cattivo marito.
:. A_Mignoné?.. giammai... (con impeto)
Anzi, ehe lui 1 isposi,
La casa tutta andrà sossopra!
Quanta
Audacia!..
Se finora
Non valser le preghiere,
Userò la violenza!
Piano un poco.
(Sentite il bell'umor!.. Corpo di bacco!
Vi vuol proprio un ripiego:
Non voglio eon costui restar. burlato. —)
Intanto vieni meco: (fingendo calma)
Qui non è loco di poter parlare...
In casa meglio aggiusterem l'affare.
PRIMO (9
SCENA VI.
Sala terrena in casa di PINCÈ, con porte laterali ed altra di fronte,
dalla quale scorgesi un amenissimo giardino.
LI . av . .
Miarianna s'innoltra dalla porta « sinistra,
Povero Giulio! quante, quante pene (con dolore)
Gli è forza sopportar per l'amor mio!...
Or dato alfin gli fosse
Di muoverlo a pietade!.. Ma son certa
Che quel vecchio insensato,
Impassibile ognor, sarà siecome
Un tigre!.. Sposa ei mi vorrà domani
Con suo nipote... Tiranno volere!...
Disporre la mia mano ad uno sciocco,
Ad un uomo da me cotanto odiato!...
Non lo.sperar: ch’ei giunga:
Il complimento gia gli ho preparato.
Troppe sòavi immagini (con trasporto)
Nutro per Giulio in petto!
Dato da lui dividermi,
Ad altri, or più non è.
Colui che inesorabile
Finor fu al nostro affetto,
Forse doman congiungere
D’ambo le destre ei de’.
Voce d’amor insolita
Lo presagisce in me.
Jo vo’ lieta, io vo’ felice
Questa vita che respiro;
Del tutore, ogni raggiro
Annientare omai saprò.
Vieni, o mio bene!
Sul tuo bel viso
Ch' io legga il giubilo
Del paradiso! |
Vieni, o mio bene!
Conforto, amore;
Fa che il tuo core
Risponda a me, (va per partire dalla destra)
Mignone Fan.fan 2
10
Giu.
Man.
Giu.
Mar.
(io.
Man.
(uu.
Mar.
AT T O
SCENA VII
Giulio e detta.
Marianna! 0° :
(arrestandosi) Tu, mia vita!
Ebbene?
Triste nuove!
Che dici mail.
Ostinato il genitore,
Suppliche non ascolta: e te minaccia
Cacciare in un ritiro!...
Ma giuro al ciel!
T° acqueta:
Mignoné, tuo cugino,
E un vero babbùtino:.
Troveremo un pretesto,
Un qualche strattagemma...
Tutto oserò per te, dolce mio bene!
Purchè cessino . alfin le nostre pene.
Ah. tu sai come t’adoro...
Quante lacrime ho versate,
Quante lotte disperate -
Già sofferse questo cor.
Or del padre più m’ è dato
Sopportare il fier rigor.
Pronta io son per amor tuo
Di sfidare ogni periglio...
Ma rammenta che sei figlio.
E che desso è il genitor.
La mia fe’ ti rassieuri,
E dilegui ogni timor.
Mar. A due Guu.
Cessi il sospetto, Cessi il sospetto,
« Cessi il timor, | Cessi il timor,
La fe’, la speme, La fe’, la speme
Consoli il cor. Consoli il cor.
Saprò il cugino, .Saprai propizio
Saprò il tutor, AI nostro amor.
Render propizio Rendere alfine
AI nostro amor. Il genitor.
PRIMO tI
SCENA. VIIL
Pineé esce dalla porta a sinistra, e detti.
Pi. (Eccoli insieme: all'erta...
Fingiam tranquillità...) |
Giu. (piano a Marianna) Mio padre!..
Pin. Giulio!
Giu. Oh! voi?..
Pin. ‘ Di te venivo in traccia: devi
. * Farmi un favore.
Gio. Un favor? volentieri...
Pm. Tosto farai tener questo biglietto
Al vecchio amico mio, signor Clemente,
Custode delle carceri;
E, senza indugio alcuno, la risposta
M° arreca. —
Mar. (E certo un qualche suo raggiro. )
Giu. Avanti un’ ora sarò di ritorno:
(Siffatta commission mi dà sospetto...
Che questo a me riguarda io ci scommetto.)
(parte dalla porta di mezzo)
Pin. Marianna!
Man. Che volete?
Pin. Va tosto ad abbigliarti,
Che poscia verrai meco
Ad incontrar lo sposo...
Mar. Lo sposo?
Pin. SÌ.
Man. Mi spiace, ma non posso...
Mi duole il capo! (entra a destra)
Pin. Il capo?.. poverina!..
(Si mette anch’essa a fare il bell’umore!..
Ma faccia pur, la vincerà il tutore.) (parte)
SCENA IX.
Camera in casa di BRUNO, con porta nel mezzo ed altra & destra.
Tavolino e sedia sulla sinistra.
Bruno, di Giulio.
Bru. Mute per me son fatte
Del mondo le beltà!
12 ASTIT.O
Non sento più le gioje
Che ispira la città...
Anch'io conobbi i sogni
Del giovane pensier:
Anch'io gustai le facili
Ebbrezze del piacer...
Ma inganni e delusioni
. Fer piangere il mio cor;
E per giovare agli uomini |
Non ebbi che dolor... 7
Sia pur vuota la terra.
D'affetti e di beltà!
Io per me sol vo’ vivere
Lontan dalle città.
Chi viene ?.. (va ad osservare sulla porta)
Giu. (di dentro) Bruno!...
Bru. Oh, tu mio caro amico!...
Qual novità ?.. come vanno le cose?..
Giu. (in scena) Molto male!
Bru. Davvero?..
Giu. Mio padre è un ostinato,
Un uom senza cervello!.. a forza ei vuole
Che domani Marianna,
Dia la mano di sposa,
A quello scimunito
Di mio cugino!.. Io lottai con coraggio;
Ma appunto ei sul più bello
Mi tolse la promessa,
Di portare per lui questo viglietto
AI vecchio amico suo, signor Clemente,
Custode delle carceri...
Leggi che bel giochetto
Fra loro han combinato
Ond'io mi rimanessi incarcerato.
Bru. »Caro amico Clemente! (legge)
»Secondo il concertato,
»Mio figlio riterrete imprigionato.
» Verrò poscia in persona a ringraziarvi
»D'un sì utile servizio — ancor vi prego
PRIMO 13
»Onde meglio ridurlo all’obbedienza,
»Di fargli far due giorni d’astinenza —
»Il vostro amico, VADER
| »Giacomo Pincé.
Giu. Ebbene, che ne dici?.. i |
Bru. Un gran allocco
Saresti stato se un viglietto tale
Consegnato tu avessi.
Gv. Caro Bruno!
Per non entrare in guai,
Dimmi che debbo or. fare?
Bro. Che guai... non paventare.
D’ogni cosa, del viglietto
Lasciar devi a me la cura!
Per domani, io ti prometto
Che l’affar terminerà.
Sai che valgo, se mi metto?..
Sai che niun con me la dura?..
Sii prudente! t’assicura
Che Marianna tua sarà.
Giu. Dolce amico!. Oh mio contento!...
Tu mi svegli a nuova vital...
Più del padre non pavento
Or l’ingiusta crudeltà.
Non temere che un accento
Ne disciolga il labbro mio:
Troppo nutro in cor desio
Alla mia felicità,
Bru. Dunque Giulio, siamo intesi ?
Giu. ‘ Si, mio Bruno! in te riposo... (abbracciandolo)
Brv. Dimmi, è giunto già lo sposo?..
Gu. Fra non guari arriverà.
Bre. Fra non guari?.. va benone!..
Ora meco tu verrai...
Gio. Che far pensi?
Bro. Lo vedrai...
Preparato il colpo è già.
An, ein:
a 2 Di letizia per me Pieno
14 ATTO
Sorgerà il novello giorno!
temp.
Tutto, tutto a o d’ intorno
Come l’Iri splenderà.
E fra l’estasi d’amore,
Fra i concenti dell’ Imene
I tuo
mio
Nell’obblio ognor trarrà.
(partono ambidue dalla porta di mezzo.)
SCENA X.
Vasto cortile come nella scena prima,
Mignonè Fan-fan.
(di dentro) Qual destrier che all'albergo è vicino
Più veloce s’affretta nel corso,
Non l’arresta l’angustia del morso,
Nè la voce che legge gli da:
Tal questalma che piena è di speme
Nulla teme, consiglio non sente,
E si ferma alla gioja possente
Del piacere che lieta sara.
Tallallera lera tallallà
Tallallera lera tallallà. (in scena)
Coraggio Fan-fan!
Sil bello e attillato,
Fiorito e muschiato,
Con gemme e monil. ;
Il rozzo castello
Bisogna obbliare,
Bisogna mostrare
Che sono un dandy.
" In versi d’amore,
Vo’ dirle, o mio bene!
Non vedi che in pene
Mi struggo per tel..
»M°abbraccia, o mio core,
»Mia Nice adorata!
»Sarai consolata...
»Da Tirsi fedel...
cor le lunghe pene
di
PRIMO ]
Ella allor timidetta e ritrosa,
In accenti d’amor parlerà;
Si, mio bene, son io la tua sposa
Che in eterno fèdel ti sarà.
E fra i canti, le danze e i convilti,
Fra gli amplessi ed i lunghi sospir,
I miei voti saranno esauditi,
Tutto un canto sarà l'avvenir.
Allegri, Fan-fan!
Col tuo bel visetto.
Con questo mazzetto,
Con questo regal,
La cara beltà,
La mia fidanzata,
Sarà inebriata
Del suo Mignone! (va per entrare in casa)
SCENA XI.
Detto, Giulio e Bruno dal cancello.
Giu. Oh! è lui... , (fra loro)
Bru. In grazia, ove andate?...
Giu. Chi siete?.. chi cercate?
Mic. Oh bella!.. io son nipote della casa:
Venni dal mio pàese
Per dar la man di sposa
Alla pupilla del mio zio Pincé!... —
Bru. Sareste forse ?
Mic. Io sono
Precisamente, Mignoné Fan-fan!...
Giu. Mignoné !... mio cugino...
Mic. Allor voi siete...
tu. Il figlio di Pincé, come vedete.
| Mic. Abbracciami parente...
Bravo il mio Giulio!... E questo?
Giu, Un amico di casa. |
Bru. E vostro in conseguenza.
Mic. Obbligato, signore: intanto andiamo
Ad abbracciar la sposa.
Bru. Piano, piano.
16 ATTO
Giu. M' ascolta
Mic. Non posso... un’ altra volta.
Gio. Mio padre e la pupilla
Son iti a passeggiare
E non prima d’ un’ ora
Potranno ritornare.
Mic. Oh cielo!... un’ ora!.
Amico, il Fato
(declamando) Mi guida in porto...
E tu spietato
Mi fai perir!
Guo. Cospetto! in rima
Tu mi favelli,
Da quel di prima
Cangiasti affè 2...
Bro. Versi fur dessi
Di Metastasio.
Gio. Dove crescesti
Dotto così?
Mrc. Dacchè 1! amore
Ferimmi il seno,
La mente e il core
Tuito cangiò!
(OSTIA Anch'io lo vedo
Che sei mutato...
Ora ti credo
Degno d'amor.
Bru. Amico caro,
Di voi m’onoro,
Un uom si raro
Chi può trovar ?
Mic. Vi dirò cosa ho imparato:
State attenti ad ascoltar.
Fur Bertoldo e Bertoldino
I miei primi precettori ;
M'insegnò il Guerrin meschino
Il coraggio ed il valor!
Ma il mio studio favorito
Fu la scienza dell’amore !
PRIMO 1”
La poesia che scende al core...
Metastasio 1’ immortal.
Giu. Ah! tu sei Metastasiano?...
. Bru. Io amo il Tasso ed il Varano.
Mic. Eh che Tasso... che Varano!...
Son poeti da dozzina...
Ma per bacco! la sposina
Non si vede a comparir?...
Bru. Del suo labbro il folle riso (Giu. e Bru. fra loro
Spiega appieno quanto è idiota: in disparte)
Qui bisogna all’ improvviso
Un bel colpo immaginar —
Fa che lui porti il viglietto,
Fa che lui vadi in prigione:
Questo è il modo, ci scommetto,
Di por fine a questo affar.
Gio. Si, davver, tu l’hai trovata:
La tua idea mi persitade —
Meglio è agire all’ impazzata
. Che ogni passo meditar.
E un tal gonzo, un tal sommaro,
Che pensare potrà mai
Quel che adesso gli preparo,
Quel che poi dovrà ineontrar. È
Mic. (frasè)o d’amore... oh Dio... mi moro...
Scopro a lor la mia ferita...
I crudeli!... il mio tesoro...
Non mi lasciano’ abbracciar!
»Quante pene, quanti affanni
»Costa un cor che.sia sincero...
»Che sia fido e senza inganni
»Come quel che avrò a sposar!
Gu. Ascolta, Mignoné: vorrei un servigio ?
Mic. Un servigio?... favella!
Giv. Sin da questa mattina, avrei dovuto
| Il biglietto che vedi, per mio padre, -
Consegnarlo ad un tale
E attender la risposta:
Mio padre è un pochettino originale;
18 ATTO (PRIMO
Se torna, e sente ch'io non l'ho obbedito,
Monterà in furia: intendi 2...
Mic. E dunque vuoi?
Giu. Io non posso lasciar la casa sola:
L'amico dee partire immantinente
Per la città! Vorresti tu mio caro
Fare in mia vece questa commissione,
Mentre io fo preparar la colazione?
Mic. Perchè no ?... Volontieri.
Gm. (porgendogli il viglietto) Ecco il biglietto.
Vedi in fondo quell’ ampio castello?
Là il viglietto a chi spetta darai:
Poscia tosto ritorno all’ostello
Ove alberga il tuo bene farai.
Mis. Ho capito — in un vol la faccenda
Ho sbrigata; e in un vol torno qua.
Ratto il piede s’allontana (fra sè in disparte)
Da quel caro e pio sembiante,
Ma quest’ anima costante
Ognor fida resterà.
Ed i teneri sospiri
Che usciran da questo core,
Tutti a te, mio dolce amore,
A te sol consacrerò —
Bru.eGrv.Canti pure il babbilino, (fra loro in disparte)
Canti,’ canti quanto vuole;
Che domani al nuovo sole
Altro tono prenderà.
»Per uscir da questo imbroglio
mia ,.
»La testa non bastava;
tua
tua Dj dai
»La ‘< man ©. bisognava
mia Vi 9
tua dei
»E la ‘“ sagacità.
mia 598
(Misnoné parte da un lato della scena ; Bruno e Giulic
entrano nella Fattoria.)
FINE DELL'ATTO PRIMO.
ATTO SECONDO
Interno delle prigioni della. Fléche. - Di fronte gran porta d’in-
gresso. À sinistra altre porte che mettono ad altre prigioni. Da
un lato della scena saravvi una panca ed un secchio d° acqua.
SCENA PRIMA
Miignoné solo.
Ma alfin questa risposta (parlando verso la porta
d’ ingresso)
Me la danno sì, o no}...
La colazione si raffredda!... Oh cielo!
Colei che tanto adoro,
L’unico mio tesoro
Geme d’amor per me... Che far degg'io ?...
Mezz’ ora è, già ch'io consegnai il biglietto.
Qua mi cacciaro... e niun ritorna... Oh stelle!...
L’amor, la fame... e un poco la paura...
Ma che casa è mai questa?...
Mi par d’essere entrato in sepoltura...
Oh! non ne posso più... vediam d’ uscire...
Cos’ è?... non posso aprire...
M°han chiuso dentro: che faccenda è questa ?
Ehi... Clemente... Zanoby... (a piena voce)
Nessun risponde... io moro,
Di dispetto, d’amor, di gelosia...
Diletta sposa mia! |
Tu sospiri;... ti struggi,...
E chiami il caro bene...
Che consoli il tuo cor fra tante pene!...
Ma insomma c’è nessuno?... niun risponde?...
Atterrerò la porta.
Bru.
Mic.
Bru.
Mic.
Bru.
Mic.
Bru.
Mic.
Bru.
Mic.
‘ Bru.
Mic.
Bru.
ASTIISO
SCENA IL
Bruno e detto.
Adagio, un po’ di calma...
Mi parrebbe ora alfine...
Come! voi qui ? (con sorpresa)
Sì: io stesso, il vostro amico.
Che si dice di me, che fa la sposa?
Di voi tutta amorosa,
Vi attende, e vi sospira!
Jo aspetto la risposta... i
un secol che son qui... che affare è questo?
Non lo sapete ancor? siete in arresto.
In arresto!... un uom mio pari?... (colpito)
In arresto un Mignoné!..
To son proprio fuor di me!...
Ineomincio a delirar.
Queste son che qui vedete
Le prigioni del castello;
Un equivoco più bello
Non poteasi immaginar.
Ma che equivoco di grazia
Voi m’ andate equivocando?
Il biglietto era un comando
Che doveavi imprigionar.
In prigion!... che ascolto! Oh! numi!
Quale infame tradimento ?
Egli fu un provvedimento
Onde Giulio allontanar.
Della vaga e gentil fidanzata
I sospiri è gli sguardi amorosi,
Suscitarono palpiti ascosi
Del cugino nel mobile cor.
Ma la docile e cara pupilla
Obbediente all’ amato tutore,
Ha giurato che tutto il suo core
A voi solo voleva donar.
Mic.
Bro.
Mr.
Bro.
Mis.
Bau.
SECONDO.
Or di Giulio le longhe querele,
I sospiri, gl’ affanni, il dispetto,
Della sposa angustiavano il petto
E del padre turbavano i dì.
Ecco come per Giulio fu scritto
Il biglietto che qui vi ritiene,
Egli ignora che siete in catene,
Nè lo zio, nè la sposa lo sa.
Qual mistero mi svelate!...
‘Qual fatale avvénimento !
Ah di grazia, un sol momento
Non perdete, per pietà!
Va, delle nozze è l'ora!
Già siamo, amico a sera:
Gia la festiva schiera
Si lagnera di me.
Bravo! evviva Metastasio...
Ma io non posso liberarvi;...
Nè m’ è dato di qui trarvi
Senza un ordine di Pincé |
Con Clemente ho già parlato:
Ei narrommi questo affar,
Mentre qui nel vicinato
Io mi stava a passeggiar.
(Gran bugie con quest’ alloeco
Son costretto ad inventar!)
Deh! amico, correte,
La sposa avvisate:
Ah, non mi lasciate
Più a lungo soffrir!
Io son pronto a far per voi
Quanto occorre in tal frangente:
Ma il più valido espediente
Una lettera sarà.
Una lettera!... al tutore?..
Meglio ancor saria alla sposa...
Ella è tenera, amorosa;
Per voi tutto affronterà.
bj
22
Mic.
Bro.
Mic.
Bru.
Mic.
Bru.
Mis.
Bru.
Mic.
Bnu.
ATTO
Ma al momento io non saprei...
Ho la testa imbarazzata:
(Io l’avevo già pensata,
Ch'egli scrivere non sa.)
Jo ritengo l'occorrente (cava un calamjo tascabile)
Sempre in tasca; se volete
Voi il biglietto firmerete ,
Ed io il resto scriverò?
SÌ, mio caro!... bravo! andiamo... (Bru. va sulla
Ah! voi siete un uom prezioso!... panca a seri-
Ma vi giuro: appena sposo
Vi saprò ricompensa.
E vi pare... Ecco: firmate.
Volontier... così?...
Va bene.
Son cessate le mie pene!...
Ora è tempo di cantar.
Metastasio è l’ idol mio,
Il poeta del mio core...
I suoi versi, il vostro amore...
Qual maggior séavità.
Io lo so tutto a memoria;
Dodici anni l'ho studiato!
Ora poi son diventato
Un cantor di qualità! ,
(Capirà quest’ imbecille
Fra brev’ ora il suo destino;
Or bisogna anche un tantino
Le sue ciance secondar.)
Mic. Uditemi, compare!... Voi pur siete
Bru,
Mic.
Bru.
Mre.
Poeta?...
Io ?
Si, lo so; me lo diceste...
Debolmente...
Vorreste |
Meco eseguir dinanzi alla mia sposa,
La cantata amorosa}...
La danza intitolata...
vere)
i SECONDO 33
Bru. (Oh! questa è bella!... è pazzo!...
Secondarlo conviene —)
Perchè no — Metastasio
Piace anche a me: la danza,
La so tutta a memoria.
Mie. Davvero ?... Oh gioia!... se volete?
Bru. Che ?
Mis. Intanto la proviamo?
Bru. Volentieri.
Mic. Io da soprano canto;
Farò da Nice — e voi Tirsi sarete —
Voi siete un. genio! un nume!
La provvidenza mia!...
Bru. (Più tardi t’avvedrai che cosa io sia I)
Ma il tempo stringe.
Mic. E vero...
Farem solo il finale...
Andiamo al posto... Oh Dio!
Bru. Chi deve incominciare?
Mrs. Comincio io! —
(la musica esprimerà pure la caricatura della scena)
Nice Mille volte, mio tesoro
Se ti dissi, io per te moro...
Perchè torni a dubitar?
Tirsi Care labbra, io lo rammento:
Ma vorrei ch’'ogni momento
Lo tornaste a replicar.
Nice Sì, mio ben! la tua son io!.
Tinsi *L’idol mio solo tu setl..
Nice“ È volendo io non potrei
Il mio Tirsi abbandonar.
Ties E potendo io non vorrei
La mia Nice abbandonar.
Nic Sol quel colto è il mio periglio!
Trasi Sol quel ciglio il cor m' ingola!...
Nice Per te solo...
Tirsi Per te sola...
a 2 TO. son e, sospirar!.,
nato
24 ATTO
Bro. Bravo!.. Evviva!..
Fra brev’ora
Di qua fuora
Vi trarrò.
(Canta, canta,
Amico caro:
Se’ il più raro
Dei buffon —)
Mic. (Oh momento
Sospirato
Del bramato
Mio gioir,
Vieni e apporta
Le mie pene
Alla spene
Del mio cor.)
SCENA II.
Vasto cortile come nell’ Atto primo.
Coloni che s’inoltreranno dal cancello discorrendo fra loro.
Coro.
1 Parre Qua, compagni; cheti, cheti... (con voce sommessa)
Discorriam dell’accaduto:...
Il padron par divenuto
Molto brusco in verità.
IT.a Certo è nato un qualche imbroglio:
V° è chi dice che la sposa
Faccia molto la ritrosa,
E non voglia acconsentir —
La Altri dicon che il cugino
uno sciocco, un spiritato...
E che Giulio innamorato
Sia rival di Mignoné.
Turti Quel che sia vedrem fra poco:
In silenzio attenderemo,
E più tardi poi vedremo
Quel che a noi ci toccherà. (s’allontanano)
(9)
(SA;
SECONDO
SCENA IV.
Giulio dalla casa
Incerto io son — la burla
Fu fatta come andava —
Povero Mignoné, che brutto gioco!..
AI momento che sei per maritarti,
In prigione cacciarti,
E toglierti la sposa!.. Bruno ancora
Non torna — Almen la rinuncia portasse...
Ma già a quest'ora tutto avrà aggiustato:
E mio padre così sarà burlato!
Cinta di veste eburnea,
Adorna al erin di rose.
Vederla già rassembrami
— Meco dell’ara al piè.
E sul mio cor ripetere
Fra i canti dell’ Imene:
Io t'amo, e indissolubile
Ti giuro la mia fè!
T'affretta a sorgere,
O bel momento,
Che appien si dissipi
Qual polve al vento
La tema e il dubbio
Di questo core,
Che alfine allietisi
Nel sen d'Amore!
E interminabile
Provi il piacer! (parte)
SCENA V.
Entrano dal cancello Pincé e Bruno discorrendo,
poscia Giulio.
Pm. Ma questo è un grave oltraggio, un atto infame...
(sdegnato)
Un esempio vi vuole;
26
Bau.
Pin.
Bru.
Pin.
Bru.
Pin.
(uo.
ATTO
Con questo scapestrato
La finirò una volta...
Calmatevi di grazia; vi ripeto
Che Giulio non ne ha colpa.
Sapere ei non poteva.
Quel che chiuso si stava in quel biglietto.
Come?.. come?.. cospetto!
L’avrà da far con me:
Voi non sapete ancor chi sia Pineé!
(Uno sciocco, un balordo!)
V'intendo; ma alle corte...
Un equivoco fu, non fu un lag 4
Quello che avete scritto,
Fu eseguito a puntino.
Ora bisogna tosto.‘
Il povero compare
Di carcere levare.
(Giulio apparisce: vede Bruno col padre si ritira)
Ma senza dubbio... io stesso
Corro al castello - Amico mio, credetemi,
Non so dove ho la testa...
Fate una cosa; in traccia
Di vostro figlio, lasciate ch'io vada.
Voi, di qui non uscite,
A Clemente scrivete
Perchè tosto il nipote imprigionato
Qua venga rimandato.
Dite ben — vado subito;
A voi mi raccomando:
Questa sera le nozze s’ han da fare
Perchè alcun più le venga a frastornare. (entra in
casa. Giulio, avendo veduto che il padre è partito, s’avanza)
Alfin sei solo... ebben, firmò l’amico?..
Mio padre cosa dice?..
Narrami il tutto, io temo...
. Qui restar non ti lice;
Torna tuo padre, - Ecco qua — tutto è fatto.
.0h vero amico! un tratto
Degno è questo di te.
SECONDO 27
Bru. Prendi... va... tra momenti
Teco sarò! tutto saprai... m’attendi
In fondo del giardino...
— Gm. Oh mia felicità!.. è fatta al babbuino. (parte)
SCENA. VI.
Bruno e Pincé
Pv. La lettera ho spedita:
Pochi minuti, e poi
Libero Mignoné, sarà fra noi.
Bru. Bene, bene... bravissimo!..
Io dunque vado. intanto
A. cercar vostro figlio...
Poi con qualche pretesto
In città lo conduco:
Or voi pensate al resto.
Pin. Oh vero galantuomo!..(abbracciando Bruno)
Modello degli amici!..:
Grazie!
Bru. Vi pare... allegri!
Che sarete doman, tutti felici.
SCENA VII.
Pincé, poscia Marianna vestita in tutta gala.
Pm. Sia ringraziato il cielo!
Vedete un po’ talvolta
In che imbarazzi trovasi un tutore...
Credevo di far bene,
E invece... ma pensiamo a questo imene.
| Mar. (Con spirito facciam la nostra parte:
Se sapesse il tutor che Giulio istesso,
Di tutto m' ha istrilita...)
Ebbene? è un’ ora già che son vestita,
Ed il signor Fan-fan
Dov’ è che non si vede?..
Pin. Brava la mia ragazza:
28 ATTO
Così voi mi piacete...
Ora, a momenti... un certo affar... vedrete,
Il degno vostro sposo:
Anzi parmi che alcuno.... (s'ode un rumore)
Oh non v' ha dubbio... è desso —
Presto, presto, corriamo a lui dappresso.
SCENA VII.
Miignoné dal cancello tutto stravolto e detti.
Mic. Sposa diletta!.. amato zio... cugino...
Amici... servi... io tutti
Vi saluto e vi abbraccio!
Pin. Nipote! x
Mar. (Che figura!) (dando uno scoppio di rise)
Mrs. Son sciolte alfine, (dleclamando)
Le mie catene...
L’amato bene
Riveggo alfin!
Davvero, zio garbato,
M'avete fatto un brutto complimento!..
Tener quasi tre ore vostro nipote
Imprigionato... (a Mar.) Il fidanzato tuo!
Sposa adorata e cara!..
Mar. Poveretto, men duole!..
(A_ peggio ti prepara!..)
Pix. Perdon, perdon, nipote:
Un equivoco fu, non fu mia colpa...
Mie. Io so tutto, e vi perdono...
Non v'accuso, non mi lagno:
Tutto lieto m’abbandono
Alla mia felicità!
Ebben, Nice amorosa,
Riconosci il tuo Tirsi!
Vuoi essere mia sposa?..
Mar. Sl: son pronta
Ad ubbedire agl’ ordin. del tutore.
SECONDO à9
Mic. Già dal contento mi si spezza ii core.
Mar.
Mic.
Man.
Pin.
Bru.
Gio.
Bru.
Giu.
Mic.
Bru.
Mia.
Giu.
Pin.
Riverente e ognor bramosa
D’ubbedire al mio tutore
Tutto a voi devo il mio core,
I miei giorni consacrar.
Quanto è bella... quanto è cara, (fra sé)
Come ingenua nell’amor!
Ogni detto, ogni pensiero
Son rivolti a quell’oggetto
Che saprà con pari affetto
La mia vita consolar.
Più innocente,.. più sommessa (a Mignone)
Non è dato ritrovar.
SCENA IX.
Detti, Giulio e Bruno în disparte.
Il momento s’avvicina
D'eseguir la nostra parte...
Un po’ d’anima, un po%d’arte
Poscia il resto andrà da sé.
Tengo in tasca il documento
Che il suécesso m’assicura:
Dunque andiam senza paura
A lottar con Mignone.
| (Bruno e Giulio s’avanzano)
Amici! vi saluto.
Cugino! ben tornato.
Eh... quel ch'è stato, è stato...
Non ci si pensi più.
Bravo! così mi piace.
Ci vuol filosofia!.. (con enfasi)
Ecco, 0 cugina mia, (a Marianna)
Un uom degno di te.
Adagio... adagio un poco.
Che c'entri tu?.. ragazzo!
Deh! non mi pare pazzo!
Ché giuro al ciel!
Mar. (frapponendosi) Pieta!
3o ATTO
Bru. eGrv.(Or proprio me la godo,
Sublime è in verità.)
Mic. Proteggi, 0 re dei numi,
La cara mia metà.
Compar, non vi scordate
Di Tirsi la cantata 2..
Bru. L’ho già tutta imparata;
Io ve lo dissi ancor.
Giu. Tutti pazzi siete voi!
Pria leggete, e dite poi,
(porgendo un foglio al padre)
Dell’amabile Marianna
Chi Io sposo esser dovrà.
Pin. Fia possibile!. Ehi... nipote! —
(colla massima sorpresa)
Mic. (tutto rivolto a Marianna senza badare agl’altri)
Credi pur, d’ogni costume
Son fornito d’un barlume;
Son péeta, e so cantar.
Pin. (prende Mignoné per un braccio scuotendolo forte.)
Ehi nipote!. ma voi siete
Più che pazzo, spiritato.
Voi qui avete rinunziato
(mostrandogli il foglio)
Alle nozze... alla sua man?
Mic. Che rinunzia?.. io non so niente...
Pin. Ma guardate... ma leggete...
Mar. Bruno, Giulio! entrambi siete
Prediletti a questo cor!
Mic. »In più valida forma, io sottoscritto (legge)
»Rinunzio a mia cugina Marianna!
»E libera la lascio in tutta pace
»Di sposarsi a chi più le pare e piace,
»Mignoné Fan-fan!!! »
(resta siccome immobile per qualche poco: lascia cadere
il foglio, Giulio lo raccoglie)
Mignone!
Giu. Fan-fan!
SECONDO SI
Pin. Ma dunque
Hai davvero rinunziato?
Mis. Ma... io vi giuro... non so niente...
Jo tal foglio ho mai firmato...
Giu. Osservate: è la sua firma...
Pin. Ah! pur troppo! È un insensato!...
Mia. Come? come?.. tu birbante! (contro Bruno)
M'hai sedotto ed ingannato!..
Me l’hanno fatta!
Son castigato!..
Signor garbato...
Ci conosciam.
Pin. (L’intrigo intento
Tutto indovino ;)
Ma... signorino...
Fuori di qua! (a Giulio)
Mar. Deh! caro zio, (si prostra ai piedi di Pincé)
Buono, amoroso!..
Egli è mio sposo!..
Egl’ è il mio amor.
Giu. (si prostra) Ai vostri piedi
Perdono imploro!..
Colei che adoro
Unite a mel...
Bro. A me credete:
Giulio ammogliato
Vedrem mutato
In pochi di.
SCENA ULTIMA
Detti, Giacomo , Notaro e Coloni.
Gu. Vieneil Notaro.
Bru. Entrate:
(a Mig.) Su, via compar, che fate?...
Andiamo, andiamo presto
Le nozze a celebrar,
Mic. Andate pure: io resto...
(Mi sento soffocar !) (parte dal cancello)
32 ATTO SECONDO
Guo. Padre:
Mar. Pietà!
Nor. (a Pineé) Signore!
Che deggio far ?
Piv. (col massimo sdegno) Tacete.
Nor. Non parlo più... (si tira in disparte)
Pin. Sorgete... (s’ alzano)
Siate felici ognor!
(Giu. e Mar. s’abbracciano col più vivo trasporto d’amore)
Mar. Mio ben!
Giu. Mia vital...
a 2 Amore,
Fe’ pago il nostro cor!
Mar. Deh! i tuoi giuri ognor rammenta
Che sacrasti all’ amor mio;
De’ miei giorni il sol desio
Sarà il vivere per te.
La mia vita ne fia spenta
Se mentir ti può la fè.
Giu. Ah! sì lieta in cor riposa
De’ miei giuri, del mio affetto!
Questo istante benedetto
Dal tuo labbro ognor sarà.
Coro Viva Imen! viva la sposa,
Puro fiore di bonta!
Man. Sposo, padre, a questo seno
Ch’ io vi prema: son beata.
Quest’ aurora avventurata
Sempre innante a me starà.
Pari a nube che fugata
Si disparve il mio scontento,
Si converse ogni tormento
In un mar di voluttà.
Di svelare non ho accento
Tanta mia felicità.
loro Qual t arrise in tal momento,
Sempre il ciel t'arriderà.
FINE.
ELENCO
DEI LIBRETTI D’ OPERE TEATRALI
DI.PROPRIETA’ DELL’ EDITORE
FRANCESCO LUCCA
TT _-e=*eCK=>e=—..
Attila.
Adelia.
Caterina Howard.
Cellini a Parigi.
Clarice Visconti.
Cristoforo Colombo.
Don Pelagio.
Dott. Bobolo, ossia la Fiera.
Elvina.
Ester d’Engaddi.
Griselda.
Il Borgomastro di Schiedam.
Il Corsaro.
Il Deserto. Ode Sinfonia.
Il Giudizio Universale. Ora-
torio.
I Falsi Monetari.
I Martiri.
I Masnadieri
Il Reggente.
Il Ritorno di Columella.
Il Templario.
Leonora.
Luisella, o la Cantatrice del
Molo di Napoli. i
La Prova d’un Opera Seria.
L’ Arrivo del signor zio.
La Cantante.
La Favorita. Ù
La Figlia del Reggia, ni
Lazzarello. 1;
La Vivandiera per amore.
L’ Uomo del mistero.
La Villana Contessa.
L’ Osteria d’Andujar.
Maria, Regina d'Inghilterra. 7
Medea.
Margherita.
Mignoné Fan-fan. ni
Non tutti i Pazzi sono all’Q-
spedale.
Paolo e Virginia.
Poliuto
Ser Gregorio.
Virginia.